Teresa Campioni
IL PIEDISTALLO _ tecnica mista su cartone - cm 105x105

TERESA CAMPIONI è nata a Roma, dove vive e lavora. Dopo la maturità scientifica e la laurea in Psicologia si è diplomata con lode in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha conseguito l’attestato di livello avanzato presso la scuola di Mosaico C.I.S.I.M. di Ravenna e l’attestato di II° livello di Cristalloterapeuta, nonché il primo livello di Reiki, presso l’Accademia di Cristalloterapia di Brescia. Ha lavorato come pittrice tessile nel campo dell’arredamento e dell’abbigliamento. Ha illustrato la copertina dei libri “L’albero magico della poesia” edito da “Il Ponte”- Roma e “Non venire” di S. Cellucci edito da “Il Filo” Roma. Ha pubblicato, in collaborazione con S.Cellucci, il testo di immagini e poesie “Perle Colorate” per la casa editrice “Il Ponte Vecchio” di Cesena. Ha realizzato la parte grafico-pittorica della campagna pubblicitaria “MOACASA 2004”. Ha ottenuto il II° premio al concorso “Il giovane amore”, indetto dalla rivista Amica, per un lavoro di collage. Ha fatto parte dell’Associazione Nazionale Acquerellisti d’Italia (A.N.A.D.I.). Espone in personali e collettive in Italia e all’estero. Sue opere figurano in collezioni pubbliche e private e sono state riprodotte su pubblicazioni specializzate. Di lei hanno scritto: M.Claudia Simotti, G.Martucci, G.Renzi, A.Barbagallo, M.Rosa, S.Cellucci. Co-fondatrice del gruppo artistico “Disconnessi”, si occupa anche di organizzazione mostre, decorazione, illustrazione, terapie naturali ed energetiche, arte terapeutica. Attualmente conduce laboratori creativi finalizzati al ben-essere psicologico e spirituale. Da anni segue un percorso di crescita personale che l’ha condotta, tra le altre esperienze, sulla via dell’acquerello steineriano. Dal 1999 l’artista è impegnata anche in un progetto di lavoro comune con un’altra pittrice, Donatella Bartoli, insieme alla quale adotta lo pseudonimo “BarCamp”. Risultato di tale collaborazione sono i “Biquadri”, che, intendendo fare il verso agli effetti speciali ottenibili con l’aiuto del computer, vengono da loro realizzati mediante l’assemblaggio di due opere pittoriche individuali, tagliate in piccoli pezzi ed alternate su nuovo supporto.

"Dualismo integrato: Teresa-Campioni
Sono il dualismo del contenuto e l’autoironia della forma le caratteristiche più evidenti dell’arte di Teresa Campioni. Si evince dall’osservazione delle sue opere presentate alla mostra ANGELI E DEMONI tenuta alla Galleria Rismondo di Fabriano dal 13 dicembre 2014 al 18 gennaio 2015. Un’ironia che parrebbe quasi “sfacciataggine” quando l’Autrice si autodefinisce (performance?) la “novella Maestra di Campodonico”, citando le proprie origini territoriali (Campodonico è frazione di Fabriano) così come i contenuti e gli sviluppi più importanti della mostra “Da Giotto a Gentile” che si è chiusa nella città marchigiana alla metà di gennaio 2015.
Il cognome di Teresa non mente, la famiglia è originaria dei luoghi dove anche io, nell’infanzia, giocai all’ombra della antica e potente abazia. Ma lei è romana, nata e cresciuta nella capitale. Laureata in psicologia e diplomata all’Accademia di Belle Arti, ha seguito nella sua crescita psicofisica e artistica diversi corsi di specializzazione che vanno, tra l’altro, dal mosaico alla cristalloterapia, dalla pittura di mandala all’acquarello steineriano.
Le immagini proposte dalla Campioni veicolano ensemble il discorso del dualismo e quello dell’ironia, come dice lei stessa quando cerca di spiegarsi: “Mi riferisco alla coesistenza, in ognuno di noi, di aspetti apparentemente opposti, che rappresentano le luci e le ombre della nostra personalità. La razionalità e le emozioni, il sacro e il profano, il conscio e l’inconscio”.
Lo scopo dell’Artista, quindi, è cercare di accettare la vera e complessa essenza di sé, muovendo dall’integrazione della apparente dicotomia fra le due parti, letta attraverso la lente dell’ironia. E’ l’essere umano al centro del cosmo, quello che compare nelle sue tavole e nelle stoffe dipinte con tecniche miste, dal largo uso dell’oro e di colori forti, anche per creare effetti visivi vicini o non troppo distanti da sensibilità orientali. Per mostrare, accenna la Campioni, le proprie “… fragilità. Per cercare di sconfiggere quei nostri mostri che poi tanto mostri non sono, nel senso che hanno vera umanità”. Certo, come la leggenda di Bloody Mary, una strega sanguinaria bruciata sul rogo la cui anima ritorna dal passato e si presenta a chiunque la invochi. In realtà si tratta, in questo caso come in molti altri, solo di una maledizione scaturita da una tragedia famigliare. Mary fu una ragazza seppellita viva dal padre medico, timoroso che il tifo contratto dalla figlia potesse generare un’epidemia. La poverina morì fra atroci tormenti nella sua tomba. Un mostro-non mostro, quindi, bensì tutto l’opposto: un essere umano sofferente.
In questo senso, fra le opere dell’artista, l’immagine della Madonna della Misericordia accoglie l’umanità tutta, ma il suo sguardo è freddo e distante, sembra compiere quel gesto universale in modo robotico, senza coscienza, come comandato e non concepito personalmente. Doniamo noi stessi come sottoposti a una condizione di straniamento rispetto all’essere sofferente?
Da non dimenticare poi che il dualismo è fortemente delle religioni. Thomas Hyde identifica in esse la costante lotta tra il principio del bene e quello del male, la luce e le tenebre, coevi, indipendenti e contrapposti, dal cui rapporto dipende ogni aspetto dell´esistenza e della condotta umana. Bayle e Leibniz fanno risalire a questi due principi anche l´origine materiale dell´Universo. Altri parleranno di due entità metafisiche riprendendo il dualismo cartesiano di “sostanze materiali e sostanze spirituali”. La religione cattolica parla di un Dio Uno eTrino.
Ecco perché troviamo molta simbologia religiosa nelle tavole e nelle stoffe di Teresa. La sua non è però un’arte “religiosa”, ma si abbevera a tale simbologia perché in questo campo trova molto materiale plasmabile, molto lessico coniugabile con il dualismo che le interessa in modo particolare.
Avrebbe potuto attingere anche alla scienza, a uno dei grandi padri della fisica quantistica: Niels Bohr. Accortosi della facilità con cui gli orientali riuscivano a comprendere le sue innovative teorie sulla fisica dell’atomo, lo scienziato decise di usare proprio il simbolo dello Yin-Yang per “dipingere” le idee di dualismo onda-materia attribuite all’elettrone.
Non ci è difficile ricordare come “contraria sunt complementa”.
L’arte di Teresa Campioni si sviluppa dall’esigenza di inquisire queste problematiche.

Renato Ciavola

“…il dilemma irrisolto dell’eterno femminino, nella dicotomia conflittuale tra idealizzata apparizione di grazie mistiche e sfuggente seduzione di ribellioni emancipate accentuato dalla strumentale esasperazione edonistica dell’iconografia pubblicitaria contemporanea, di cui si denuncia la scissione della persona in una chirurgica amputazione mentale..."
Maria Claudia Simotti

DONNA-MA-DONNA: L’IRRAGGIUNGIBILITA’ DELLA PERFEZIONE


“Ella si va, sentendosi laudare
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.”
Dante Alighieri 1293 ca.

Anno 2000
E tu? Ancora non riesci
ad essere perfetta?
Almeno impara a fingerlo:
vedrai, sarai costretta!
Costretta dalla vita.
Forse sarai ammirata;
oppur tradita?

Teresa Campioni



“Il discorso artistico di Teresa Campioni è tutto imperniato sulla sfera del femminile, in particolar modo sulla richiesta (peraltro impossibile da soddisfare), che quotidianamente, e fin da piccola, alla donna viene fatta: essere, o mostrarsi, perfetta.
La ricerca inizia nel 1998, e continua a tutt’oggi, con lavori che si rifanno, sia nell’impostazione che nel titolo, alle antiche pale d’altare: “Maestà con Angeli”, “Annunciazione con storie di Sante”, “Ma-Donna del Prato”, Ma-Donna della Misericordia (da Piero della Francesca), etc. e nei quali possiamo vedere una donna divinizzata e/o una madonna umanizzata.
A volte si distacca da questo tipo di interpretazione, restando pur sempre nel mondo dell’immaginario collettivo; ed ecco apparire donne “mitiche” (“Maddalena restyled”, “Ophelia04”, “Bloodymary” ) o fantastiche (“La Regina delle Tenebre”), ma anche donne qualsiasi, protagoniste di divagazioni sul tema: “Il Piedistallo”, o “Lo Specchio della Vita”, dedicato alla Venere di Velasquez.
Anche la tecnica che predilige è funzionale al messaggio che intende lanciare. Si avvale infatti, principalmente, di tecniche miste, nelle quali utilizza, oltre ai materiali “soliti” (olio, tempera, acrilico, pastello), alcuni più particolari: foglia d’oro e foglia d’argento, fotocopie e ritagli di giornali o riviste etc, scelti ad hoc e rimaneggiati allo scopo di rendere manifesto il significato che altrimenti potrebbe restare nascosto nel quadro: l’irraggiungibilità della perfezione, appunto.”

Thea





“…è come se Teresa sfiorasse la tastiera delle emozioni con i suoi pennelli, e la musica che esce dai suoi magici colori si espandesse tutto intorno fino a raggiungere il luogo dove risiedono le emozioni. La sua fortuna è che, come concertista dei sentimenti, la sua tastiera non ha soltanto sette tasti bianchi e cinque neri, ma dispone di un’infinità di note colorate che rispecchiano le mille sfumature dell’animo. La musica che esce dalle sue opere è molto simile ad una melodia variopinta con note di ogni colore, volume, timbro ed intensità. Basta saper ascoltare il suo linguaggio con gli occhi…” Sergio Cellucci

DONNA/MADONNA: L’IRRAGGIUNGIBILITA’ DELLA PERFEZIONE

“Ella si va, sentendosi laudare
benignamente d’umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.”
Dante Alighieri 1293 ca.

Anno 2000
E tu? Ancora non riesci
ad essere perfetta?
Almeno impara a fingerlo:
vedrai, sarai costretta!
Costretta dalla vita.
Forse sarai ammirata;
oppur tradita?
Teresa Campioni

“Il discorso artistico di Teresa Campioni è tutto imperniato sulla sfera del femminile, in particolar modo sulla richiesta (peraltro impossibile da soddisfare), che quotidianamente, e fin da piccola, alla donna viene fatta: essere, o mostrarsi, perfetta.
La ricerca inizia nel 1998, con lavori che si rifanno, sia nell’impostazione che nel titolo, alle antiche pale d’altare: “Maestà con Angeli”, “Annunciazione con storie di Sante”, “Ma-donna del Prato”, etc. e nei quali possiamo vedere una donna divinizzata e/o una madonna umanizzata.
Col tempo si distacca da questo tipo di interpretazione, restando pur sempre nel mondo dell’immaginario collettivo; ed ecco apparire donne “mitiche” ( “Maddalena”, “Ophelia04” ) o
fantastiche (“La Regina delle Tenebre”), ma anche donne qualsiasi, protagoniste di “divagazioni sul tema”: Il Piedistallo, Propagazione, nel quale ci parla di energie al femminile, così come “Lo Specchio della Vita”, dedicato alla Venere di Velasquez.
Anche la tecnica che predilige è funzionale al messaggio che intende lanciare. Si avvale infatti, principalmente, di tecniche miste, nelle quali utilizza, oltre ai materiali “soliti” ( olio, tempera, acrilico, pastello ), alcuni più particolari: foglia d’oro e foglia d’argento, fotocopie e ritagli di giornali o riviste, scelti ad hoc e rimaneggiati allo scopo di rendere manifesto il significato che altrimenti potrebbe restare nascosto nel quadro: l’irraggiungibilità della perfezione, appunto.”
Thea