Anita (anny) Cossettini

"Lo sguardo è abbacinato dalla luce vaporosa in fondo al bosco.
Poi si apre alla grandiosità del paesaggio montano o marino:ed è sempre un alone luminoso che attira.Finché l’occhio arditamente fissa i bagliori del cosmo.
I toni dell’azzurro cambiano, muta anche la qualità ottica della luce.Ma resta intatto, nei quadri della pittrice friulana,lo stupore di fronte
alla commovente grandiosità del creato...PAOLO RIZZI (Critico d’Arte)

Anita Cossettini vive la sua pittura come un sogno, un infinito Leopardiano
che contiene in sé l’idea di un piano trascendente dove tutto si risolve in
un’unica cromia determinata da una fonte luminosa emessa da un astro assoluto.E proprio questa luce altissima del sopramondo fa da guida alle visioni fantastiche di una terra di nessuno,aldilà del reale,dove l’uomo è nascosto nel silenzio del suo pensiero.L’Angelo del mondo–simbolo della ragione universale-si protende verso la luce eterna ed è anello di congiunzione tra visibile ed invisibile,umano e divino,secondo il credo di un progetto cosmologico che ha radici infinite…-…Parole antiche vennero scritte,evocando la luce ch’era nel mondo.Qualcuno tentò di oscurarla. Altri invece non la riconobbero, per ignavia o inettitudine.Ma essa è sempre lì che illumina la confusione del mondo,il disordine contemporaneo della ragione.Se solo facessimo un po’ di silenzio,forse riusciremmo a comprendere la scienza delle anime intorno a noi e l’ultimo segreto delle notti piene di luce… GIANCARLO BONOMO (Critico d´Arte)

...Il mondo di Anita Cossettini si diparte in una sorta di bivio,per cui da un lato puoi scorgere le aspettative del suo io,gli ideali e i rimandi,le attese alle quali aggrapparsi,mentre l´altro cammino ci porta verso un reale che esiste e con il quale e´ possibile confrontarsi ogni giorno,perche´ si tratta di un reale di cose e di concretezze dunque,senza le quali tutto il rimanente pensiero rimarrebbe in un certo senso evanescenza e illusione perenne.Piace questo senso dell´illusione e dell´attesa,interpretati con questa linearita´e suggellati da questo cromatismo particolarissimo e indelebile,quasi una lunga notte,un perenne sogno attraversasse ogni risvolto.E piace la coniugazione con questo oggettivo quotidiano,quasi un ancoraggio dell´impossibile al possibile,al probabile e al vero.Una sorta di surrealismo e di realismo che convivono allora e che convincono per il pensiero e le scelte individuali dell´autrice,proiettata oltre il sensibile in una sorta di tensione spirituale e strettamente vibrante di oggettivo,di materico,di memoria.
VITO SUTTO (Critico d´Arte)